Il Labirinto ha cessato l’attività cinematografica

E’ stato eseguito il 9 gennaio scorso lo sfratto per finita locazione allo storico Cine Club di Via Pompeo Magno, 27 in Roma. Lo stabile, di proprietà dell’Ordine religioso dei Redentoristi, sarà adibito ad attività commerciali a più alta redditività, nonostante che si trovi sotto l’edificio di culto della Chiesa di San Gioacchino. L’Ente religioso si è dimostrato completamente insensibile alle ragioni esposte dai dirigenti de Il Labirinto, che non poteva sopportare un aumento del canone di locazione, arrivato alla cifra di 5.500 euro mensili.
Il quartiere Prati perde un’altra opportunità di cultura e di aggregazione sociale, contribuendo ad una pericolosa spirale inflazionistica dei valori immobiliari: chiudono i circoli culturali e cambiano le destinazioni d’uso da abitazione a servizi commerciali e finanziari.
La città di Roma perde un importante punto di riferimento nel panorama culturale e associativo. Dal 1979 al 2007 sono stati almeno centomila i romani che si sono associati al Labirinto per conoscere i classici e le avanguardie del cinema internazionale, o per seguire le innumerevoli Rassegne e Festival organizzati dal Cine Club in collaborazione con Enti ed Istituzioni.

I dirigenti del Labirinto promuoveranno una sottoscrizione tra i propri associati per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni locali (Comune e Provincia di Roma, Regione Lazio), al fine di:

• Denunciare il comportamento mercantilistico dell’Ordine religioso dei Redentoristi e del Parroco di San Gioacchino

• Reperire una sede idonea per proseguire al più presto le attività di programmazione e di laboratorio cinematografico, a favore della cittadinanza e dei giovani in particolare.

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