Il caso di Artemisia Gentileschi
Laboratorio di didattica audiovisiva · IISS «Giorgio Ambrosoli» · 2025/26
Ti racconto una storia
Laboratorio di didattica audiovisiva · IISS «Giorgio Ambrosoli» · 2025/26
Una storia di quattrocento anni fa. Una domanda di oggi
Roma, 1612. Artemisia Gentileschi ha diciassette anni quando viene stuprata da Agostino Tassi, pittore e collaboratore di suo padre. Quando denuncia, è lei a essere messa sotto processo. Per provare di dire la verità viene sottoposta alla tortura della corda — cordicelle strette attorno alle dita delle mani. Resiste. Il tribunale la crede. Tassi viene condannato.
Artemisia continuerà a dipingere per tutta la vita, diventando una delle artiste più importanti del Seicento europeo. Ma la domanda che quel processo pone non ha ancora una risposta definitiva: quanto costa a una donna dire la verità sulla violenza che ha subito?
Il progetto
Ti racconto una storia — il caso di Artemisia Gentileschi è un laboratorio di didattica audiovisiva realizzato presso l’IISS «Giorgio Ambrosoli» di Roma nell’anno scolastico 2025/26, nell’ambito del programma CIPS — Cinema e Immagini per la Scuola, con il sostegno del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il progetto nasce da un’idea di Giorgio Valente — Il Labirinto, Centro Ricerche Spettacolo — e si sviluppa attraverso un percorso che intreccia storia dell’arte, linguaggio cinematografico e riflessione sui temi della violenza di genere, del bullismo e del disagio giovanile.
Al centro del lavoro c’è la produzione di un cortometraggio. Non una ricostruzione fedele del processo storico, ma qualcosa di più complesso e più interessante: la storia di un gruppo di ragazzi di oggi che in un istituto scolastico preparano uno spettacolo teatrale su quel processo. Il film segue il laboratorio dall’interno — le prove, le discussioni, i momenti di difficoltà, le scoperte. Artemisia entra nella scuola, e la scuola si misura con Artemisia.
Perché Artemisia
La storia di Artemisia Gentileschi non è una storia del passato. È una storia sul potere, sulla credibilità di chi denuncia, sulla violenza che non lascia tracce visibili, sulla capacità di trasformare il dolore in forza creativa.
Scegliere Artemisia come centro di un laboratorio scolastico significa portare in aula una domanda scomoda — e lasciare che siano i ragazzi a misurarsi con essa. Non attraverso una lezione, ma attraverso il fare: studiare, interpretare, riprendere, montare, raccontare.
Il cinema e il teatro non spiegano la violenza. La mostrano. E mostrare è già un atto politico.
I partner
Il progetto è realizzato da Il Labirinto — Centro Ricerche Spettacolo in collaborazione con l’IISS «Giorgio Ambrosoli» di Roma, con il sostegno di CIPS — Cinema e Immagini per la Scuola e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’ambito dell’iniziativa Educinema per l’educazione ai linguaggi audiovisivi.
Aprile — Maggio 2026 · Teatro Scuola di Via Trincheri 49, Roma educinema.it