Il caso di Artemisia Gentileschi

Laboratorio di didattica audiovisiva · IISS «Giorgio Ambrosoli» · 2025/26

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5 maggio

Il primo giorno — Scegliere chi essere

Prima di girare, bisogna capire. Prima di recitare, bisogna scegliere.

Il primo giorno di set non ha visto ancora nessuna telecamera accesa, nessuna scena girata. Ha visto qualcosa di più difficile: un gruppo di ragazzi che decidevano chi volevano essere in questo progetto. Chi davanti alla macchina da presa, chi dietro. Chi con il testo in mano, chi con la luce da gestire.

Non è stata una divisione tecnica — è stata una divisione umana. Ognuno ha portato quello che sapeva fare, quello che voleva provare, quello che aveva paura di fare. Da quelle scelte è nata la squadra.

Il cortometraggio che stiamo costruendo non racconta il processo storico di Artemisia Gentileschi. Racconta questo: un gruppo di ragazzi di oggi che in una scuola preparano uno spettacolo teatrale su quella storia. Il film comincia qui — nel momento in cui ciascuno trova il suo posto.

1° giorno - Le foto dal set

1° giorno - Le foto dal set

Giorno 2

6 maggio

Il secondo giorno — Capire cosa si fa davvero

Avere un ruolo non basta. Bisogna capire cosa quel ruolo chiede davvero.

Il secondo giorno ha lavorato in profondità: i gruppi si sono formati, le responsabilità si sono definite, le domande sono cominciate a venire fuori. Chi recita ha iniziato a fare i conti con i personaggi — non figure storiche lontane, ma persone con motivazioni precise, contraddizioni reali, parole che pesano. Chi lavora dietro le quinte ha capito che ogni scelta tecnica è anche una scelta narrativa.

Artemisia è entrata in aula in modo più concreto. Non come soggetto di studio ma come presenza — una storia che i ragazzi stavano per portare in scena con il proprio corpo, la propria voce, il proprio punto di vista.

La domanda che ha attraversato la giornata, detta e non detta: come si racconta qualcosa di così grande senza tradirlo?

2° giorno - Le foto dal set

2° giorno - Le foto dal set

Giorno 3

7 maggio

Il terzo giorno — si gira

Il momento in cui tutto smette di essere preparazione e diventa realtà.

Il terzo giorno le telecamere si sono accese. I personaggi hanno preso voce, i movimenti si sono fissati nello spazio, il teatro scolastico si è trasformato in set cinematografico. Per la prima volta i ragazzi non stavano parlando di Artemisia — la stavano interpretando, dirigendo, inquadrando.

Quello che si vede nelle immagini di questa giornata è la concentrazione di chi sa che quello che sta facendo conta. Non un esercizio, non una simulazione — un film vero, con una storia vera, destinato a essere visto.

Il cortometraggio non mostra il processo del 1612. Mostra questi ragazzi mentre lo preparano — i loro sguardi, le loro esitazioni, i momenti in cui la distanza tra il passato e il presente sparisce del tutto. Quei momenti sono cominciati oggi.

3° giorno - Le foto dal set

3° giorno - Le foto dal set

Giorno 4

8 maggio

Il quarto giorno — Ripetere fino a che diventa vero

Tre telecamere. I copioni in mano. La stessa scena, ancora e ancora.

Il quarto giorno ha avuto il ritmo ostinato delle prove teatrali — quello in cui la ripetizione non è stanchezza ma ricerca. I ragazzi in piedi nella sala, i personaggi che prendono corpo attraverso il testo, i movimenti che si affinano ad ogni passaggio. Le telecamere che non perdono niente.

Questo è il materiale che diventerà film. Insieme a quello del giorno precedente, il girato di oggi costituisce il cuore del montaggio finale — i momenti in cui Artemisia, Agostino Tassi, il Giudice, Orazio Gentileschi escono dalla storia e entrano nello spazio reale di una scuola romana del 2026.

Non c’è ancora pubblico. Non c’è ancora il montaggio. Ma c’è già tutto quello che serve per raccontare una storia che ha quattrocento anni e che questi ragazzi hanno scelto di portare nel presente.

4° giorno - Le foto dal set

4° giorno - Le foto dal set

Giorno 5

9 maggio

Il quinto giorno — Artemisia cammina nel mondo

L’ultimo giorno ci siamo preparati e siamo usciti tra la gente.

Una ragazza in abiti d’epoca cammina al mercato rionale. Porta con sé un tempo lontano. Si aggira tra la gente, tra le bancarelle, tra i rumori di un quartiere di Roma. È Artemisia Gentileschi. E non lo è. È una ragazza di oggi che porta nel corpo una vittoria di quattrocento anni fa e qualcosa di più personale, di più suo.

Forse arriva da una cultura lontana ma il suo gesto appartiene a tutti noi. Preciso, visibile, condiviso. Un atto di libertà rivendicato, da una giovane come lei, davanti a un tribunale di quattrocento anni fa. Accanto al diritto di essere creduta e per questo, essere riconosciuta cittadina attiva in un mondo che accoglie e che protegge.

L’epilogo del nostro cortometraggio si svolge in un mercato. Perché certe storie devono entrare in scena in ogni nostro giorno, ogni momento, ogni luogo.

5° giorno - Le foto dal set

5° giorno - Le foto dal set